Open day e presentazione di tutte le attività da settembre 2019

Siete pronti per la nuova stagione 2019-2020?

Qui in Healing Storm è tutto pronto per accoglierti con nuovi corsi e attività già rodate negli anni scorsi con successo!

La nuova programmazione prevede :

MEDITAZIONE CIRCOLARE

primo e terzo sabato del mese    leggi tutto

 

PERCORSI DI CRESCITA PERSONALE

secondo e quarto sabato del mese   leggi di più

CORSO DI TEATRO PER LA CRESCITA PERSONALE

tutti i giovedì sera alle 20

CORSO DI CINEMA eTEATRO

due sere al mese   leggi di più

ACTING COACHING

percorso individuale

CON AMORE, PROFESSIONALITA' e DEDIZIONE

Tutto è pronto per accogliertie accompagnarti su nuovi percorsi dell'anima.

Presenterò tutte le attività sabato 21 settembre alle 17 nel mio spazio Healing Storm a Torino.

Acting coach

acting coach fabiana gariglio healing storm torino

Lo studio della recitazione cambia la vita.

Acting Coaching per il sostegno degli attori in tutte le fasi di sviluppo del lavoro sia professionale che non.

Dice un mio allievo "Nella sua pratica e nei suoi percorsi di sostegno, accompagnamento e guida, l’anima e il corpo trovano accoglienza."

La recitazione è una disciplina che insegna ad esplorare e conoscere.
La recitazione non s’insegna , il vero concetto è la Michelangiolesca estrazione e liberazione dell’anima dalla forma statica: fisica, psicologica ed emotiva.

acting coaching fabiana gariglio recitare healing storm attori

PERCHE’ ACTING COACH?

Perché il più bravo degli insegnanti di recitazione, con 15 allievi e due ore di lezione, (quattro quando è lusso) a settimana, anche mettendo a disposizione tutta la conoscenza e il cuore, non riesce a coltivare l’arte vera nel singolo.

Perché il supermercato dell’arte mi ha stancata e preferisco dedicarmi al singolo come un’artigiana.

Perché un talento merita attenzione senza toglierla ad altri.

Perché un vero appassionato con meno capacità la merita allo stesso modo ma con differenti modalità!

Perché l’allievo merita ascolto, attenzione, dedizione personale.
Perché ogni allievo ha una storia unica.

E’ una disciplina delicata, maltrattata da molti, sfruttata da ignoranti, svenduta da incapaci.
Ma l'essere umano non è fatto di marmo e i danni possono essere irreparabili.

acting coach fabiana gariglio healing storm torino

Da trent’anni mi occupo di formazione, in Healing Storm: dedizione artigiana al singolo.

Anni dedicati a educare, da educere...tirar fuori.

I miei allievi sono cresciuti e sono diventati bellissime persone e io li amo....tutti!!!

Il percorso è personale. Ognuno secondo il proprio ritmo e risorse.
E’ possibile confrontarsi con un gruppo in fase successiva ai percorsi personali.

ACTING COACH: Perché imparare l’arte dell’attore?

Perché ognuno ha qualità da scoprire per divenire il capolavoro di sé
stesso!

Gli aspiranti attori in Healing Storm studiano da soli, da soli preparano i provini, in specifici momenti si confrontano…quando è il momento.

Per coloro che invece desiderano un percorso di pura crescita personale attraverso il teatro, è possibile lavorare da subito in gruppo.

 

Chiama per prenotare il tuo spazio-tempo con Fabiana

cell. 3393765241

Cosa dicono i miei allievi?

OPEN DAY Percorsi di crescita personale in Healing Storm – Primavera 2019

La primavera è in arrivo,
il sole sale sempre più alto nel cielo e
la luce prevale sull’oscurità.
Iniziano nuovi cicli.

E TU,  E’ ORA DI INIZIARE UN NUOVO CICLO?
DEDICATI UN POMERIGGIO SPECIALE!

PROGRAMMA OPEN DAY

Alle ore 16.30 sei invitato alla merenda post meditazione del sabato dove avrai la possibilità di ascoltare il feedback delle persone che hanno partecipato al Lavoro di Meditazione,
a seguire Fabiana Gariglio terrà una breve conferenza gratuita sul “Lavoro” (di crescita personale) che si fa nello spazio Healing Storm  e sui “percorsi” (di crescita personale) attivi e immediatamente accessibili.

Ci sarà la possibilità di fare tutte le domande che vi potranno interessare.

Fabiana parlerà di:

  • cosa vuol dire lavorare sulle  credenze/convinzioni/abitudini,
  • come le convinzioni danno forma al nostro corpo e comportamento, anche con una dimostrazione di come una bugia può avere un effetto immediato sul funzionamento muscolare,
  • come mettersi nei panni degli altri e perchè,
  • l’importanza del giudizio e del racconto,
  • gli strumenti, il theta healing,
  • e altri spunti che nasceranno dal gruppo dei presenti.

Chi lo desidererà potrà prenotare una sessione introduttiva alla crescita personale in versione promo ad un costo ridotto.

Già la prima sessione con Fabiana è un esperienza preziosa che rivelerà a ognuno, proprio come uno specchio, ciò che si deve iniziare a vedere per  intraprendere il Percorso.

Posto che sia il momento giusto e che ci sia la giusta dose di coraggio.

 

 

Dove ? Quando?

Spazio Healing Storm via c. Capelli 81 a Torino alle 16.30

CHI?

Tu e IO, Fabiana Gariglio

su di me…

Il mio Profilo e la Pagina FB di Healing Storm

Non Meditazione Circolare

upinthesky

Meditare.

La terra è rotonda, il sole e la luna lo sono.
I cicli delle stagioni si susseguono in modo circolare, partono per rincontrarsi sempre in un perpetuo moto armonico.
Niente di davvero diritto esiste in natura, forse un ramo qui o là?
La natura è rotonda e ciclica.
Non vi stupite come me anche voi del fatto che il particolare del rotondo-circolare sia assolutamente irrilevante per l’uomo moderno?

non meditazione healing storm torino fabiana gariglio

Gli antichi greci costruivano teatri ed anfiteatri circolari, le tende degli indiani d’America lo erano: questi sono solo alcuni esempi d’armonia e comunione.

Perlopiù il mondo vive in spazi angolari e spigolosi.

Questa osservazione è lo spunto per osservare e spiegare le gabbie interiori che questo pensiero lineare ha creato .

"Il pensiero lineare recide, stoppa, ferma, blocca.
Cammina e cammina... prima o poi incontrerai un muro.

Il pensiero circolare è infinito.
Cammina e cammina… e continui a camminare, spaventa vero?"

L’uomo teme il suo essere-divino-circolare ed infinito al punto di costruire gabbie fuori e dentro.
L’uomo teme tanto il domani da non vivere il presente.

Teme la fine di qualcosa tanto da manifestare segni di vorace attaccamento alle cose ed alle persone.
Annichilito e spaventato di fronte ad ogni cambiamento, tenta di fermare tempo e natura non ricordando che il cambiamento è l’unica costante.

Dopo aver percorso in lungo ed in largo meandri di meditazione statica o dinamica ho creato un mio percorso personale che parla solo ed esclusivamente di ciclicità e cambiamento, di pensiero laterale di cambiamento radicale.

Io la chiamo NON MEDITAZIONE e non l’ho presa a nessuno.

E’ un percorso ideato da me, da me vissuto e strutturato, da me coniato per esplorare il non essere nell’unicità di ognuno.
Lontano dal conosciuto, nell’alchemica miscela che ognuno rappresenta.

Quando? Quanto costa?

Ogni secondo ed ultimo sabato del mese in Healing Storm
dalle 14.00 alle 16.00.
L’ingresso alla sessione è di euro 20.

La quota di partecipazione è ad ingresso singolo.
Non ci sono tessere.
Niente pagamenti in anticipo o pacchetti.

Una domenica con Natural HorseManShip

natural horsemanship 23 settembre 2018

Domenica 23 settembre c'è stata la prima giornata di Natural HorseManShip, il nuovo lavoro se se stessi che propongo attraverso Healing Storm: coprotagonisti ...i cavalli.
I partecipanti hanno fatto enormi passi avanti, oltre ad essersi divertiti assai.
Qui il testo di uno di loro che descrive come ha vissuto la giornata.

Senza cera:
la comunicazione non verbale con i cavalli in Natural HorseManShip.

Partiamo dalla fine.

Partiamo da quando, a fine giornata, ho messo il piede sulla staffa della sella di Laki. Ho afferrato la sua criniera e, non prima di averlo accarezzato e ringraziato per l’ospitalità, sono salito a cavalcioni sul suo dorso.
Nel tempo di un salto si è aperto un mondo nuovo, sospeso fra terra e cielo. Ci credete che basti così poco, come nelle favole o nei racconti di fantascienza?
Avevo appena finito di cavalcare Yoyo, il più vecchio dei tre cavalli con i quali abbiamo condiviso la nostra domenica. Lui non ha mancato di mettermi di fronte alla mia inesperienza sulla sella.
Ci sta, non si può avere tutto subito. Mi ha concesso qualche passo e qualche curva. Non molto di più.
In quel momento la preoccupazione di manovrare con coordinazione la cavezza superava probabilmente il piacere di poter viaggiare insieme a lui.
Yoyo, da grande esperto dell’animo umano, se ne è accorto.
Natural Horsemanship fabiana gariglio healing stormDa un certo momento in poi non si è più mosso di un millimetro. Come a dire “Scusami, ho una certa età, se fai divertire anche me forse lo sforzo di farci un giretto te lo accordo, altrimenti stiamocene buoni e fermi. Stai pure, lì sulla mia schiena, tranquillo. Non ho fretta. Ci risentiamo quando avrai capito dove vuoi andare”.Ecco, sono sicuro che Yoyo, in una sua qualche lingua equina, pensava a questo mentre mi ostinavo a trovare il perfetto movimento della cavezza, a farla scivolare sulle dita con disinvoltura, a tenerla simmetrica.
Invano.
Con Laki è stato diverso. È stato molto generoso e ha deciso di offrirmela una possibilità per lasciare la corda e volare con lui. Col solo spostamento di peso e la diversa pressione delle gambe sui suoi fianchi capiva perfettamente dove avevo intenzione di andare e mi seguiva.

"Mi ha ascoltato, come non sempre mi capita nella vita di tutti i giorni fra i miei simili.
Meglio ancora, mi ha sentito.
Meglio ancora: forse, a questo giro, anche io mi sono fatto ascoltare."

natural horsemanship fabiana gariglio healing storm

Quanto siamo chiari con gli altri rispetto a ciò che proviamo, che desideriamo, che pensiamo?
Quanto ci facciamo ascoltare oltre che pretendere che ci ascoltino? Quanto siamo consapevoli di ciò che comunque manifestiamo oltre alle parole?

I cavalli delle parole se ne fregano.

Al mattino, all'inizio della nostra giornata di Natural HorseManShip, lo abbiamo imparato giocando con loro da terra.

Se la richiesta di avvicinarsi, di allontanarsi, di camminare o di fermarsi arrivava a loro chiaramente attraverso il nostro corpo e la nostra postura, ebbene quella richiesta veniva da loro esaudita. Altrimenti no.

Se vuoi una cosa insomma, fammela capire. Davvero.

Ciò che veramente desideri è nitido, al centro di te.
Due centimetri sotto l’ombelico.

Lì dove, guidati da Fabiana, abbiamo respirato all’inizio della nostra domenica e dove dovremmo tornare ogni volta che non ci concediamo di sentirci e farci sentire.

Tutte le volte che ci accontentiamo di fare e non abbiamo il coraggio di essere.

Essere semplicemente.

Torniamo indietro a sabato sera, quando ancora tutto questo doveva accadere.
Natural Horsemanship fabiana gariglio healing storm

Mia sorella mi racconta entusiasta di essersi imbattuta, leggendo un libro, nella possibile spiegazione dell’origine della parola “sincero”.
“Deriva da sine cera: all’epoca dei romani le statue mal ridotte venivano sanate con la cera, per dar loro una parvenza di perfezione, almeno da lontano. Le statue di maggior pregio invece non ne avevano bisogno. Erano belle senza cera”.

Le vie per la sincerità - con se stessi, con gli altri - non sono poi così lontane.
A volte distano solo qualche decina di centimetri da terra.
Che sia sul dorso di un cavallo, sul palco di un teatro o in altri speciali luoghi, ognuno può trovare la sua occasione per vivere “senza cera”.

Testo di  Gabriele Guglielmi
foto dell'evento di Eleonora Corbani
grafica Cinzia Vigna
natural horsemanship healing storm fabiana gariglio gruppo domenica 23 sett 2018

La tua Natural HorseManShip Experience?

Vai sulla pagina facebook di Healing Storm per sapere quando sarà il prossimo appuntamento con Natural HorseManShip
oppure ...
leggi come Fabiana Gariglio descrive il percorso per ritrovare se stessi attraverso la relazione con i cavalli qui
oppure ...
Ti interessa partecipare?
Contattami e prenota la tua esperienza !

Dicono di me…QUARTO ATTO

L'ANIMA

Oppure, appunto, Amleto è la tragedia dell’equivoco.
Forse non è un caso che, come detto, al teschio di Yorick e dunque alla scena dell’equivoco si associ il monologo, centrale e decisivo, sull’essere.

"Solo accettando il doppio si trova l’unità e l’unicità."

atto quarto anima dicono di me fabiana gariglio healing storm

Amleto lascia aperta la domanda sul senso della sua vicenda.

Nel teatro l’ultima parete, pur presente, è aperta.
Non è né chiusa da una risposta che nega alla realtà la possibilità di scoprire un senso; né infranta da una risposta che pretende di avere in tasca il significato di tutto, svelando maschere e alle apparenze.
Il baule si riempiva e vuotava ogni volta di nuovo.
Il senso si lascia scoprire passo passo, ma ad ogni passo sta anche un un passo oltre.

Allora, anche qui, in questo ritratto di Fabiana, il quarto atto non può che essere aperto e infinito.
Dal teatro, il percorso di Fabiana è saltato alla vita.
Un salto inevitabile; eppure un salto incredibile e tutt’altro che scontato: perché ha comportato il rimettersi completamente in gioco.
Un salto mortale ma vitale. Dal teatro capito e vissuto nella sua verità più profonda, ossia dal teatro come scuola di vita, non si poteva che andare all’esistenza stessa.
Eppure, in mezzo c’era una parete, una fossa.
Dal teatro come doppio della vita, all’unicità della vita stessa.
Dal teatro come luogo che abbraccia, all’abbracciare la vita, e le vite degli altri.

Fabiana possiede quella che mi sento di chiamare la “religione della verità”.

Un culto, un amore spassionato per l’urgenza di ciò che le si manifesta come vero. Una trasparenza e una limpidezza di intenzioni, desideri e volontà. Con il coraggio – rarissimo – di seguirli sempre.

Fabiana ha seguito e segue il percorso di apertura illimitata, le vie dell’infinito, l’apertura dell’ultima parete, il fondo senza fondo del baule. Come i suoi gesti sul palcoscenico – puliti e tesi, ma mai violenti; sinceri, ma mai sfacciati – così i suoi atti.
Nella sua pratica e nei suoi percorsi di sostegno, accompagnamento e guida, l’anima e il corpo trovano accoglienza.

ANIMA E CORPO

L’anima incontra il corpo e il corpo trova anima.
Il doppio trova unità.

L’infinito prende il suo spazio materiale e la fisicità si apre.
Come sul palcoscenico, come nel baule.

Come nella fossa.
Ci si giace – e si mente – se la si riduce alla sua dimensione parziale.
Si mente – e si giace nella fossa – se si vede un orizzonte chiuso e limitato, se si guarda il mondo da dentro la buca che ci siamo scavati.

Al contrario, anche la fossa diventa occasione di verità e di vita se compresa nella sua natura sempre e comunque duplice. Proprio la morte, proprio la finitezza, proprio la fossa, sono la prospettiva che ci permette di alzare lo sguardo verso l’infinito.
Se non fossimo consapevoli del nostro destino di morte, non avremmo nemmeno quella coscienza che ci apre all’ulteriorità, che ci dà pensiero e voce.

Al sapere di morire, si accompagnano nella vita la parola, lo spirito e l’anima.
In modo misterioso, è proprio la finitezza del viaggio che permette la sua apertura all’infinito.

Il baule è pieno quando è vuoto.
L’ultima parete non è infranta, ma è aperta.

FINE

Dicono di me…ATTO TERZO

william shakespeare fabiana gariglio dicono di me la fossa

LA FOSSA

Nella prima scena del quinto atto dell’Amleto, il principe di Danimarca incontra al cimitero quelli che, nella sceneggiatura originale del testo, sono definiti due “clown”. Cantando, uno di loro scava una fossa.
La scena è evidentemente costruita sul paradosso.

Il luogo del dolore e del silenzio è abitato dal canto del buffone, che sarebbe deputato a far ridere. Amleto si rivolge al clown e gli chiede a chi sia destinata la sepoltura. Inizia quindi un dialogo che Shakespeare intesse attorno al significato equivoco del verbo “to lie”: in inglese, può significare infatti sia “giacere”, sia “mentire”.

Il clown giace nella fossa, ma allo stesso tempo sta mentendo in essa, dicendo che la fossa è per lui. Evidentemente non vuole rispondere allo sconosciuto. Ma sta scavando per Ofelia, la ragazza che avrebbe dovuto “giacere” con Amleto, come sua promessa sposa, e che invece, a causa della menzogna di Amleto che si finge folle, si è uccisa.

Amleto inscena il folle, e così è di fatto lui a diventare un clown.
Ma non solo: è lui ad affossare Ofelia, trasformandosi dunque anche in un becchino. Mentre l’umile lavoratore, buffone incolto, si mostra qui come il vero saggio.

Già in apertura della scena la discussione tra i clown sul perché una donna colpevole di suicidio potesse avere sepoltura cristiana aveva rivelato l’acume del becchino, e aveva chiamato in causa ulteriori paradossi.

William Shakespeare

Attraverso le sue parole, infatti, Shakespeare introduceva una critica sociale (si dà sepoltura ad Ofelia perché è nobile, anche se di diritto non le spetterebbe); ma anche una critica più profonda ai sofismi legalistici dei tribunali – giocando, come farà poi anche Manzoni, collatinorum.

"Vengono smascherati in questo modo i limiti del diritto stesso, e soprattutto le pretese di voler giudicare sul bene e sul male: chi può permettersi di valutare l’atto di Ofelia, le motivazioni intime delle azioni umane?"

Come non manca di notare il clown-becchino: la ragazza stava veramente “offendendo” se stessa, togliendosi la vita? O non si stava piuttosto “difendendo”, non stava tutelando la sua dignità, il suo cuore e il suo amore, la sua ragione di vita?

In questa scena, perciò, tutto è doppio e ambiguo: amore e morte, verità e menzogna, risa e dolore, buffoni e becchini, saggezza e follia, giustizia e arbitrio, dentro e fuori la fossa.

Nel corso del dialogo, Amleto afferma: “Quant’è preciso questo furfante. Dobbiamo parlare a puntino o ci batte sull’equivoco.” Tutto qui è doppio, ogni cosa ha il suo opposto, e si tramuta e ribalta incessantemente.

La finzione scenica e la realtà. La maschera e la nuda vita. Essere, non essere. Ma forse proprio qui – ossia nel doppio, nell’equivoco – troviamo la prima chiave di accesso alla verità. Assumere l’ambiguità e il continuo rivoltarsi di tutto nel proprio opposto. Come avviene nell’azione dei clown, che mettono sottosopra il mondo. Come d’altronde mostra anche proprio il destino ineluttabile di morte che segna ogni vita.

Proprio qui – nel doppio, nell’equivoco – si capisce, infatti, come abbiamo detto, la verità sulla povera Ofelia, vittima e non colpevole. Ma proprio qui anche il clown-becchino vede in faccia il suo destino: salta fuori infatti il teschio di un altro clown, ossia Yorick, il buffone del re, “uomo d’un brio inesauribile”.
Quello Yorick che – equivoco nell’equivoco – verrà poi erroneamente associato, nella storia del dramma, al celeberrimo monologo sull’essere che invece è altrove nel copione.
Quello Yorick che è destinato, come tutti, a diventare polvere, come Alessandro magno, come Giulio Cesare. Come Amleto stesso. Anch’egli vede in questo momento il suo destino di morte, che si compirà nella scena successiva.

Ciononostante, non viene fornita – né qui, né al termine – una risposta definitiva al senso del dramma.

william shakespeare fabiana gariglio dicono di me la fossa

È la tragedia dell’irresolutezza?

Il tema sono la giustizia e la vendetta?
Oppure Shakespeare ha inconsciamente messo in scena il complesso di Edipo?
Non si ha la risposta.
È come se Amleto invitasse anche lo spettatore – come fa ripetutamente con se stesso – alla pazienza e al rinvio.

Dicono di me/ATTO SECONDO

atto secondo fabiana gariglio dicono di me healing storm il baule

IL BAULE

Continua il racconto in 4 atti di Francesco Tommasi, uno degli allievi con cui lavoro da parecchi anni. Gli ho chiesto di scrivere qualche parola sul percorso fatto insieme. E ha prodotto un testo meraviglioso.

Attraverso le sue parole potete scoprire qualcosa in più sul viaggio che ha intraprapreso con me e dove l'ha portato.
Parole molto emozionanti che vi riveleranno molto di me.

 

 

Fabiana ha permesso che il palcoscenico mi comprendesse.
È stata il palcoscenico che mi ha compreso.

Ma posso dire che recitare è stato anche un viaggio. Anche in questa immagine – nell’immagine del viaggio – il teatro somiglia alla vita; è vita.
Il teatro mi ha “trans”-portato, mi ha condotto “oltre”: al di là di quelli che mi sembravano i miei limiti. Camminando in pochi metri, mi ha dischiuso orizzonti immensi, mostrato luoghi sconosciuti e mi ha fatto percorrere distanze immense, anche nel tempo.

"Per un viaggio, c’è sempre un bagaglio. "

Nel corso di recitazione, Fabiana ci ha fatto costantemente tenere sul palco un baule. Come l’ultima parete del palcoscenico – pur non infranta – è aperta, il baule – pur ben circoscritto e chiuso – era inesauribile. Di nuovo, uno spazio chiuso, ma senza un fondo. Il baule era capace ad ogni scena di contenere un fazzoletto, una spada, un guanto, una candela. Un simbolo ogni volta diverso che apriva una nuova vita. Un semplice oggetto creava un mondo: la Verona di Romeo e Giulietta, la Venezia di Goldoni, il bosco del Sogno di una notte di mezza estate.

Il regno di Dio – dice il Vangelo – “è simile a un padrone di casa che trae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”. La ricchezza dei testi, delle figure, delle maschere del teatro è antica e sempre nuova. È infinita.

"Si può allora vivere così, si deve vivere così. Traendo dall’esistenza, ogni giorno, cose nuove e cose antiche. Non ripiegandosi e richiudendosi, ma rimanendo aperti alla dimensione dell’ulteriorità, all’infinito."

Facendo della propria vita un capolavoro meraviglioso.
Nella vita pensiamo di aver bisogno di tanto, vogliamo portarci appresso cose, oggetti, pesi. Ma si rischia così di rendere il baule un fardello. Invece, è il baule stesso che ci porta, e che ci regala ad ogni atto un nuovo talismano sconosciuto.
Il baule – la vita, il viaggio – ci dà nelle singole tappe quello di cui abbiamo bisogno e quello che non immaginiamo nemmeno di poter desiderare.

Fabiana ha viaggiato, viaggia. È in movimento e in cambiamento, sempre. Con la leggerezza e la maturità di chi ha scoperto che girare con una valigia, in una nuova città, non è vergogna, ma avventura.

Fabiana insegna a mettersi in cammino.

atto secondo baule DICONO DI ME fabiana gariglio healing storm

Cesare Pavese ha scritto che:

“l’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante.”

Ricordo il brivido che mi percorreva ogni volta che si iniziava, sul palcoscenico. Ricordo risuonare il baule che si apriva e si chiudeva. Tonfi sinceri. Veri. Ricordo le camicie di scena. Panni autentici.

Ma soprattutto ricordo i compagni di questo viaggio. Un gruppo di adolescenti che Fabiana ha saputo plasmare in una compagnia.
Un affetto e un legame speciale si è creato in quegli anni. Una unione che però non ha ridotto e annullato le differenze, ma le ha esaltate, conducendo ciascuno ad approfondire la propria unicità. C’erano sempre le stelle, attorno al palazzo in cui sorgeva il nostro palcoscenico. Uscendo, si respirava una nuova aria, fresca, era primavera, era rinascita.
Tutto: palco, palazzo – persino l’aria, la primavera, le stelle – era nel baule. Ed in ogni momento potevamo aprirlo e squadernare un cielo magnifico.

Dicono di me…in 4 atti !

Quando ho chiesto ad uno dei miei primissimi allievi di scrivere di cuore qualcosa sul percorso fatto insieme, ho ricevuto un testo in 4 atti che mi ha commosso profondamente.

Anni dedicati a educare, da educere...tirar fuori.

I miei allievi sono cresciuti e sono diventati bellissime persone e io li amo....tutti!!!

Ringrazio per queste splendide parole Francesco Tommasi oggi ricercatore di lettere e filosofia per l'Università della Sapienza di Roma.

PRIMO ATTO: il palcoscenico

Ci sono luoghi che ti com-prendono. Capiscono chi sei; e ti afferrano. Il palcoscenico è uno di questi. Anzi, forse è per eccellenza – più di tutti – il posto che ti abbraccia. Con la sua forma, perché è capace di aprirsi, portarti dentro di sé e richiudersi.
A prima vista, un palcoscenico è uno spazio molto povero, scarno. Una tavola rialzata, tre pareti, una tenda. Ma ogni passo, su quella superficie, risuona e si amplifica; acquista volume, dimensione e significato.

Lo stesso accade sulla scena della vita: può a volte sembrare un deserto, un luogo povero e vuoto. Ma ciascuna azione ha il potere di produrre un’eco immensa. Per questo è vero che “non esistono piccole parti, ma solo piccoli attori”. In ciascun ruolo, in ogni momento, possiamo arrivare al cuore del “pubblico” che circonda la nostra esistenza.

"Possiamo lasciare una traccia."

L’ultima parete del palcoscenico, aperta, è il segno che ogni replica – a dispetto del nome – non ripete mai. Un testo, un personaggio, una battuta, sono sempre nuovi, e sono e inesauribili i significati che trasmette.

"Il teatro è come la vita, e la vita è un teatro."

Fabiana è la maestra che mi ha svelato tutto questo. Studiare recitazione con lei è stata un’esperienza che ha segnato la mia storia e quella di tanti. Non è stato apprendere una tecnica, ma una vera scuola di vita. Facendomi immedesimare e immergere nei personaggi, mi ha mostrato gli abissi e le profondità meravigliose dell’umanità. Mi ha permesso di dare corpo e voce alle anime immortali dei classici.
Insegnandomi però anche la distanza giusta e il dominio di tutte le personalità. L’ultima parete del palcoscenico, pur aperta sul mondo e sulla vita, non viene infranta. Teatro e vita si ribaltano l’uno nell’altra solo a partire dalla loro distanza.

"Possiamo allora essere uno, nessuno e centomila; l’importante è essere protagonisti del proprio copione."

atto primo palcoscenico dicono di me fabiana gariglio healing storm

Dominando i personaggi da cui siamo abitati e dando loro spessore.

Gli anni – pur brevi, per me – di esperienza sul palcoscenico sono stati indimenticabili. Serate potenti, di risa, pianti, emozioni. Energia. Ma anche disciplina.
Apprendere a guidare ed incanalare la forza straordinaria che abbiamo dentro. Una filosofa, Edith Stein, ha scritto di sé: “sono fatta così: mi è impossibile non ragionare”. Ecco, anche io sono fatto così: una testa grossa che non si spegne mai; e che sovente ingabbia il corpo.
Ma sul palcoscenico ho imparato che “prima viene il gesto, poi la parola”.

Gli anni su quella tavola hanno riportato a casa il mio corpo in fuga. Impersonando Otello, o Cyrano, ho provato la sensazione di essere mosso da uno stregone potente. Ma anziché soggiogarmi, mi donava libertà.
L’assumere una identità altrui, mi restituiva la mia. Salivo su un tram, ed ero condotto e trascinato; ma da un desiderio che era il mio. La parte più vera e profonda di me.

Lo stesso – immagino – avviene per Fabiana cavalcando. Si è portati da una energia che libera la propria energia.
Fabiana ha straordinariamente tratto dal fondo del mio cuore delle forze che non sapevo di avere. Ha il talento magnifico ed unico di arrivare in quel punto così intimo a noi, in cui noi stessi non ci conosciamo. Quel punto che non ha spazio, perché è uno spazio infinito. Si può anzi persino dire che Fabiana è stata lei stessa – in prima persona – un palcoscenico, nel senso che ha permesso ai miei passi di risuonare. Alla mia vita di acquistare volume e dimensione.

Ricordo una delle emozioni più belle, il pomeriggio in cui mi telefonò a casa per dirmi che una mia interpretazione della scena del Balcone di Cyrano, la sera prima, l’aveva commossa.

Healing Storm for Animals

Un annuncio: a settembre attiverò tutti i percorsi che riguardano i nostri amici animali e, in particolare,  i cavalli.

  • Touch for Animals e Theta Healing : due  tecniche di riequilibrio che nascono dall’approccio olistico e sono valide tanto per gli umani quanto per gli animali,
  • Natural Horsemanship per imparare la comunicazione naturale con il cavallo attraverso il linguaggio del corpo.

fabiana gariglio animali cavalliE’ la comunicazione sottile che il cavallo è Maestro ad insegnare.

Per chi ha già letto il mio libro avete sicuramente capito di cosa sto parlando.
Per chi non l’ha ancora letto … vale la pena scoprire attraverso il mio racconto di vita come e quanto i cavalli sono Maestri nella comunicazione sottile, non verbale.

Animali: comunicazione tra anime

io galoppo con tutto il cuore fabiana gariglio

Potete trovare il mio libro “Io galoppo con tutto il cuore” in vendita su Horse Angels, un’associazione che si occupa di recuperare e salvare cavalli a fine carriera o abbandonati.

L’importo di ben 10 euro che spenderete sarà usato bene e sarà molto utile anche a voi per capire di più della relazione e della comunicazione uomo-cavallo.

Altre notizie a settembre, all’attivazione dei percorsi.