OPEN DAY Percorsi di crescita personale in Healing Storm – Primavera 2019

La primavera è in arrivo,
il sole sale sempre più alto nel cielo e
la luce prevale sull’oscurità.
Iniziano nuovi cicli.

E TU,  E’ ORA DI INIZIARE UN NUOVO CICLO?
DEDICATI UN POMERIGGIO SPECIALE!

PROGRAMMA OPEN DAY

Alle ore 16.30 sei invitato alla merenda post meditazione del sabato dove avrai la possibilità di ascoltare il feedback delle persone che hanno partecipato al Lavoro di Meditazione,
a seguire Fabiana Gariglio terrà una breve conferenza gratuita sul “Lavoro” (di crescita personale) che si fa nello spazio Healing Storm  e sui “percorsi” (di crescita personale) attivi e immediatamente accessibili.

Ci sarà la possibilità di fare tutte le domande che vi potranno interessare.

Fabiana parlerà di:

  • cosa vuol dire lavorare sulle  credenze/convinzioni/abitudini,
  • come le convinzioni danno forma al nostro corpo e comportamento, anche con una dimostrazione di come una bugia può avere un effetto immediato sul funzionamento muscolare,
  • come mettersi nei panni degli altri e perchè,
  • l’importanza del giudizio e del racconto,
  • gli strumenti, il theta healing,
  • e altri spunti che nasceranno dal gruppo dei presenti.

Chi lo desidererà potrà prenotare una sessione introduttiva alla crescita personale in versione promo ad un costo ridotto.

Già la prima sessione con Fabiana è un esperienza preziosa che rivelerà a ognuno, proprio come uno specchio, ciò che si deve iniziare a vedere per  intraprendere il Percorso.

Posto che sia il momento giusto e che ci sia la giusta dose di coraggio.

 

 

Dove ? Quando?

Spazio Healing Storm via c. Capelli 81 a Torino alle 16.30

CHI?

Tu e IO, Fabiana Gariglio

su di me…

Il mio Profilo e la Pagina FB di Healing Storm

Dicono di me…QUARTO ATTO

L'ANIMA

Oppure, appunto, Amleto è la tragedia dell’equivoco.
Forse non è un caso che, come detto, al teschio di Yorick e dunque alla scena dell’equivoco si associ il monologo, centrale e decisivo, sull’essere.

"Solo accettando il doppio si trova l’unità e l’unicità."

atto quarto anima dicono di me fabiana gariglio healing storm

Amleto lascia aperta la domanda sul senso della sua vicenda.

Nel teatro l’ultima parete, pur presente, è aperta.
Non è né chiusa da una risposta che nega alla realtà la possibilità di scoprire un senso; né infranta da una risposta che pretende di avere in tasca il significato di tutto, svelando maschere e alle apparenze.
Il baule si riempiva e vuotava ogni volta di nuovo.
Il senso si lascia scoprire passo passo, ma ad ogni passo sta anche un un passo oltre.

Allora, anche qui, in questo ritratto di Fabiana, il quarto atto non può che essere aperto e infinito.
Dal teatro, il percorso di Fabiana è saltato alla vita.
Un salto inevitabile; eppure un salto incredibile e tutt’altro che scontato: perché ha comportato il rimettersi completamente in gioco.
Un salto mortale ma vitale. Dal teatro capito e vissuto nella sua verità più profonda, ossia dal teatro come scuola di vita, non si poteva che andare all’esistenza stessa.
Eppure, in mezzo c’era una parete, una fossa.
Dal teatro come doppio della vita, all’unicità della vita stessa.
Dal teatro come luogo che abbraccia, all’abbracciare la vita, e le vite degli altri.

Fabiana possiede quella che mi sento di chiamare la “religione della verità”.

Un culto, un amore spassionato per l’urgenza di ciò che le si manifesta come vero. Una trasparenza e una limpidezza di intenzioni, desideri e volontà. Con il coraggio – rarissimo – di seguirli sempre.

Fabiana ha seguito e segue il percorso di apertura illimitata, le vie dell’infinito, l’apertura dell’ultima parete, il fondo senza fondo del baule. Come i suoi gesti sul palcoscenico – puliti e tesi, ma mai violenti; sinceri, ma mai sfacciati – così i suoi atti.
Nella sua pratica e nei suoi percorsi di sostegno, accompagnamento e guida, l’anima e il corpo trovano accoglienza.

ANIMA E CORPO

L’anima incontra il corpo e il corpo trova anima.
Il doppio trova unità.

L’infinito prende il suo spazio materiale e la fisicità si apre.
Come sul palcoscenico, come nel baule.

Come nella fossa.
Ci si giace – e si mente – se la si riduce alla sua dimensione parziale.
Si mente – e si giace nella fossa – se si vede un orizzonte chiuso e limitato, se si guarda il mondo da dentro la buca che ci siamo scavati.

Al contrario, anche la fossa diventa occasione di verità e di vita se compresa nella sua natura sempre e comunque duplice. Proprio la morte, proprio la finitezza, proprio la fossa, sono la prospettiva che ci permette di alzare lo sguardo verso l’infinito.
Se non fossimo consapevoli del nostro destino di morte, non avremmo nemmeno quella coscienza che ci apre all’ulteriorità, che ci dà pensiero e voce.

Al sapere di morire, si accompagnano nella vita la parola, lo spirito e l’anima.
In modo misterioso, è proprio la finitezza del viaggio che permette la sua apertura all’infinito.

Il baule è pieno quando è vuoto.
L’ultima parete non è infranta, ma è aperta.

FINE

Tutto al contrario

TUTTO AL CONTRARIO…  Facciamo tutto al contrario diventando il contrario di quello che vorremmo essere.

Questo articolo è mooooolto delicato, consiglio di leggerlo con infinita concentrazione.  Non leggete se non riuscite a restare su queste righe con tutto il vostro essere. Serve a me infinita concentrazione nello scriverlo, le parole hanno un peso, universalmente legate ad un significato suscettibile di mille varianti secondo contesto e stato d’animo. Cercherò di spiegare nel modo più semplice LA SCOPERTA DELL’ACQUA CALDA.

Io sono come nessun altro al mondo, a tutti uguale.

Questa frase, per chi già conosce ciò di cui parlo, ha già spiegato tutto, per chi ancora non sa… è aramaico antico.

Viviamo in un CONTESTO CHE OBBLIGA A FARE IL CONTRARIO di quello che vorremmo.

Come? Iniettando PAURA nell’aria che respiriamo.

Con quale scopo? Il CONSUMO.

Il mondo è un enorme supermercato e tutti avete presente che succede quando si va al supermercato: entri di corsa perché hai finito qualcosa d’irrinunciabile tipo carta igienica e,  senza sapere bene come,  esci con sei pacchi di uova, un frullatore in offerta che funziona pure a strattoni, 10 strofinacci che non ti servono ma che sono irresistibili con quella  faccia di orsetto carino, e non si sa quante altre IRRINUNCIABILI sciocchezze.

E magari…dimentichi pure la carta igienica…

L’eterno dilemma dell’essere-avere è alla base dell’insoddisfazione.

Non siamo e mai saremo quello che abbiamo.

Lo dimostra il fatto che tendenzialmente è più facile incontrare depressi tra i ricchi che tra i poveri.

Secondo me questo accade perché il desiderio immediatamente soddisfatto senza necessità d’ingegno alcuno viene a noia.

Anche un’inesauribile ingordo prima o poi, vomita se stesso.  Il meccanismo s’intasa, non entra più nulla.

Nel concetto di “avere” non possiamo annoverare solo i desideri materiali, ci sono anche, per esempio, il successo, la leadership, il consenso, la bellezza e la lista è lunga davvero.

A qualcun’altro gli aspetti materiali della vita possono interessare  poco, ma il pensiero di non essere al centro dell’attenzione in qualsiasi situazione, li manda in tilt.

Insomma le ragioni per sentirsi nullità non mancano se continuiamo a cercare FUORI di noi!

Da FUORI arriva tutto quello che serve a renderci  UGUALI, OMOLOGATI, FACILI. Da FUORI arriva tutto quello che serve a toglierci umanità, UNICITA’!

Sostengo che l’essere umano ha perso la bussola, questo è anche un modo di dire piuttosto consumato quando si parla di qualcuno che ha perduto il senno.

 Ecco il principe dei contrari:

la bussola non è il cervello, è il CUORE.

Programmi non scelti, strade in cui non crediamo, discorsi inutili, competizione, lotta e conflitto interiore, quando non se ne può più si va in vacanza e senza saperlo ci si porta dietro tutto questo bagaglio e l’illusione della rigenerazione.

L’unica vacanza utile è quella che ci porta lontano da quello che pensiamo di essere per diventare quello che siamo.

Arriviamo al contrario:

Smettere di fare quello che il mondo si aspetta da noi e tornare al punto di partenza, cancellare i file desueti e riscoprirsi.

Decidere di scoprire quello che saremmo potuti diventare se non ci avessero fatto marciare al ritmo di GIUDIZIO e PARAGONE.

Frasi esempio e pensieri:

Se non studi finirai a fare il muratore…
…..Perché che ha di sbagliato un muratore?

Se non metti in ordine la tua stanza non esci, guarda tua sorella com’è ordinata…
…..Perché, chi ha detto che io ho bisogno di avere la stanza in ordine per essere felice?

Quella ragazza si comporta con troppa leggerezza, non voglio che la frequenti…
…..Perché, devo forse andare ai ritiri della parrocchia il sabato sera?

Prendi esempio da tuo fratello, voti alti e nei week end lavora…
…..Perché, io non ho voglia di studiare e vorrei andare a lavorare tutti i giorni per andarmene altrove in fretta a farmi la mia vita…

PROFILO: Mi piacerebbe fare il muratore perché si guadagna bene e non ha bisogno di andare in palestra la sera perché allena il corpo ogni giorno, la sera voglio andare al bar con gli amici e voglio una fidanzata mignotta perché il sesso mi piace e mi diverte.
Voglio usare i soldi che guadagno per viaggiare e scoprire che posso imparare nel mondo, con la mia fidanzata mignotta in minigonna.
Siccome sono giovane ho tempo di capire sul campo quello che davvero vorrei diventare da grande e non sono interessato affatto a fama e successo e soldi per il momento, domani chissà, ma vorrei che il desiderio nascesse in me, per me, con me.

In soldoni, il senso di queste parole è il seguente:

Seguiamo modelli esteriori perché, come dice Anthony Hopkins nel silenzio degli innocenti, “DESIDERIAMO QUELLO CHE VEDIAMO” e spesso non sono neppure cose che abbiamo visto noi ma i genitori o altri parenti ed amici ancora più letali.
Perciò mentre siamo affascinati dal muratore che canta piazzando mattoni sul muretto di casa nostra, decidiamo di laurearci in fisica perché il nonno era un fisico neanche capace magari, ma ha insegnato tutta la vita con successo ed è arrivato ad avere una bella pensione.

Questo ci fa smettere di essere affascinati dal muratore e ci rende malleabili all’ingresso della visione dell’enciclopedia di fisica completa immolata nel salone da tempo immemorabile…e credo di aver spiegato chiaramente cosa voglio dire soprattutto se avrete la capacità di spaziare e allargare l’orizzonte di questo esempio ad ogni singolo aspetto della vita.

TUTTO AL CONTRARIO di quello che ci piace e che vorremmo.

Un ultimo aspetto assassino dell’essere:

IL QUIETO VIVERE e L’ESSERE SOCIALE:

…..E’ domenica, ho una voglia folle di mangiare pizza a pranzo svaccato sul divano ed invece mi metto il vestito migliore e mi siedo a tavola sorridendo.
…..Ho voglia di restare a letto fino alle tre del pomeriggio ma invece mi alzo alle nove e vado dai parenti…

Signori, io penso che se l’essere sociale e cordiale significa assoggettare i propri desideri a quelli di altri abbiamo un problema.
Francamente nessun comportamento altrui che non mi provoca dolore mi urta o tange minimamente. Non riesco ad offendermi perché qualcuno non partecipa ad un mio pranzo, preferisco due presenti contenti di essere lì che dieci incazzati presenti per QUIETO VIVERE.

Per QUIETO VIVERE ci sono donne che prendono sberle dai compagni e vivono nella violenza,  uomini costretti a vacanze in spiaggia con anguria quando vorrebbero essere al bar sotto casa a giocare a calcetto, bambini costretti a studiare musica e danza quando vorrebbero essere in cortile a scavare buche o a giocare a guardie e ladri.

Sapete perché accade tutto questo?

Perché avendo fatto sempre TUTTO IL CONTRARIO abbiamo acquisito quella magica sensazione di PAURA che ci fa vivere negli stessi schemi di vita controllata e che inevitabilmente ci obbliga a CONTROLLARE quella degli altri e ci consente di TROVARE NEGLI ALTRI LE COLPE dei nostri fallimenti e dolori.

Come potrebbe essere altrimenti?

Non avendo preteso di essere responsabili autori di noi stessi possiamo permetterci di distribuire colpe intorno per la nostra infelicità!

E’ TUTTO AL CONTRARIO…

E quando una vita è ormai del tutto al contrario trova i suoi sfoghi nel disorientamento totale della bussola: alcool, droga, psicofarmaci, sesso estremo, violenza. Tutti argomenti che rendono e controllano.
Perché sostenere un mondo sul suo asse? Al contrario viaggia meglio.

E’ TUTTO SOTTO CONTROLLO, facile da gestire perché “QUANTO PIU’ UNA VITA E’ CONTROLLATA, TANTO PIU’ DIMINUISCE LA VITA DA CONTROLLARE”…Questa frase non è mia, scoprite voi di chi è!

E prima di salutarvi voglio darvi un consiglio:

Alzate la voce!

La verità di ognuno merita voce! Fregatevene del quieto vivere,  se fosse davvero utile non avremmo guerre, dolore ed insoddisfazione. Se questo QUIETO VIVERE  non fosse una trappola per le risorse del singolo, saremmo tutti felici e la cattiveria non troverebbe spazio, cosa che non mi pare che sia.

Healing Storm vi augura una felice vita IN ASSE ricordandovi che LA BUSSOLA E’ IL CUORE e se l’ho scoperto e ritrovato io, possono farlo tutti!

FELICE VITA FUORI CONTROLLO….DEGLI ALTRI!